QUANDO LA STORIA DIVENTA UN LIBRO

Relazione tenuta da Francesco Gallo, consigliere di amministrazione di Società Mutua Piemonte, in occasione delle due presentazioni* del libro “𝟑𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐭𝐮𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 – 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭à“, un volume speciale che celebra il trentesimo anniversario della fondazione di Società Mutua Piemonte. ✨

Buongiorno a tutte e a tutti.

Desidero anzitutto rivolgere un cordiale saluto alle autorità presenti, ai rappresentanti del mondo della cooperazione e del mutualismo, ai soci e ai Consiglieri della Società Mutua Piemonte, agli amici che hanno voluto essere qui oggi e a tutti coloro che, in modi diversi, hanno condiviso con noi questo percorso.

Dopo gli interventi istituzionali che mi hanno preceduto, il compito che mi è stato affidato è quello di presentarvi questo libro. In realtà, però, il vero protagonista non è il libro.
Il vero protagonista è ciò che il libro racconta: trent’anni di persone, di idee, di impegno e di mutualità. Questo volume è il punto d’incontro tra la dimensione istituzionale della nostra storia e quella personale di chi quella storia ha contribuito a costruirla.
Quando il Consiglio di Amministrazione ha iniziato a ragionare su come celebrare questo importante anniversario, una domanda è emersa quasi subito:
Ma ha davvero senso fare un libro nel 2026?
Viviamo in un tempo in cui tutto corre velocissimo. Le informazioni si consumano nello spazio di pochi secondi. Ci affidiamo ai social network, ai siti internet, ai video, ai messaggi istantanei.
Eppure, proprio per questo, abbiamo pensato che un libro fosse la scelta giusta.
Perché un libro costringe a rallentare.
Un libro invita a fermarsi, a riflettere, a mettere in ordine i ricordi.
E soprattutto perché la storia di una realtà come la nostra non può essere raccontata soltanto con qualche fotografia o con una sequenza di date. Ha bisogno di spazio, di approfondimento e di memoria.
Del resto, trent’anni di vita associativa non sono semplicemente un anniversario.

Sono migliaia di soci incontrati. Sono bisogni ascoltati.

Sono problemi affrontati. Sono relazioni costruite.


Sono persone che hanno dedicato tempo, competenze, passione e una parte della propria vita a un’idea semplice ma straordinariamente attuale: quella del mutuo soccorso.
Ecco allora che il libro diventa qualcosa di più di una pubblicazione celebrativa.
Diventa un luogo di memoria.
Diventa uno strumento per capire da dove veniamo.
E, possibilmente, anche un modo per capire dove vogliamo andare.
Trenta anni fa i soci fondatori di quella che allora si chiamava Società Mutua Pinerolese, e che oggi conosciamo come Società Mutua Piemonte, si incontrarono nello studio del notaio Francesco Audano, a Pinerolo.
Uno scatto fotografico, che troverete nelle prime pagine del libro, immortalò il momento in cui questa avventura ebbe inizio.
In quella fotografia sono ritratti i rappresentanti delle Società Operaie del Pinerolese, uomini e donne che credettero nel progetto di questa nuova Mutua. Ma ci sono anche altri protagonisti di quella stagione, ai quali dobbiamo riconoscenza per aver creduto, prima di tutti gli altri, in questa idea.
C’è Ermanno Sacchetto, che sarebbe diventato il primo presidente della Mutua.
C’è Federico Ferro, che dopo di lui l’ha presa per mano e guidata per molti anni.
C’è l’infaticabile Giuseppe Gilli, storico presidente della Consulta delle SOMS del Pinerolese.
E qui mi fermo, per non fare torto a nessuno.
E adesso provate a prendere in mano il libro, soppesatelo, rigiratelo, sfogliatelo: già la copertina cattura immediatamente l’attenzione.
Chi conosce l’editoria storica o istituzionale potrebbe osservare che si tratta di una copertina insolita. Forse persino fuori dagli standard di un volume dedicato alla storia di una società di mutuo soccorso.
Ed è vero. Ma proprio per questo ci è sembrata perfetta.
Perché quella che vedete non è un’immagine scelta casualmente.
È la reinterpretazione artistica e stilizzata proprio di quella fotografia dei fondatori.
In altre parole, la prima immagine che il lettore incontra non è un edificio, non è un monumento, non è un simbolo astratto.
Sono le persone da cui tutto è cominciato.
Forse è per questo che l’abbiamo trovata immediatamente adatta al libro.
In quella fotografia ci sono i volti di chi decise di credere in un progetto che allora era soltanto un’idea.
Nella copertina quei volti diventano quasi dei simboli: non più soltanto persone, ma una comunità che prende forma.
Crediamo quindi che questa immagine riesca a fare esattamente ciò che dovrebbe fare una buona copertina: incuriosire, sorprendere e invitare ad aprire il libro.
Consentitemi, a questo punto, una piccola nota personale.
In quella fotografia ci sono anch’io e non vi nascondo che ne sono orgoglioso.
E anzi, in un certo senso, compaio anche sulla copertina del libro.
Purtroppo, dopo trent’anni di impegno, il risultato è che sono finito praticamente invisibile… sul dorso del libro. 😊
Diciamo che la storia è stata generosa con me, ma non abbastanza da conquistare la prima di copertina!
Ma questa piccola disavventura editoriale mi offre l’occasione per ricordare una cosa importante.
Le organizzazioni mutualistiche non si costruiscono grazie a una persona sola.
Si costruiscono grazie a tante persone che spesso lavorano dietro le quinte.
E forse finire quasi invisibili sul dorso di un libro non è poi così lontano dallo spirito del mutuo soccorso: fare la propria parte senza cercare necessariamente il riflettore.
Naturalmente nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza il contributo di molte persone.
Vorrei anzitutto ringraziare il nostro Presidente Onorario, Federico Ferro, che ha avuto l’idea originaria di questo volume e che ne è stato uno dei principali animatori, oltre ad aver contribuito direttamente a molte delle parti dedicate alla ricostruzione storica.
Un ringraziamento particolare va a Francesca Mione, che ha curato il progetto grafico con sensibilità e professionalità.
A Enrico Comba, che ha realizzato le infografiche e ha contribuito a trasformare numeri, dati e statistiche in strumenti di immediata comprensione.
A Marco D’Onofrio, autore dell’immagine di copertina, che ha saputo interpretare visivamente lo spirito del progetto.
Grazie agli autori dei testi, che hanno reso possibile, e impreziosito, questo volume.
Grazie allo staff di SMP che ci ha supportato nella ricerca della documentazione.
Grazie al Presidente Adriano Mione e ai colleghi Consiglieri che hanno voluto celebrare questo anniversario attraverso il libro e attraverso questo evento.
Ed infine grazie a tutti coloro che hanno fornito documenti, fotografie, testimonianze, suggerimenti e ricordi, permettendoci di ricostruire un percorso lungo trent’anni ma con radici che affondano molto più lontano nel tempo.

Vorrei concludere con un’ultima riflessione.
Quando si scrive un libro storico, il rischio più grande è pensare che il lavoro finisca con l’ultima pagina.
Io credo invece che questo libro abbia valore proprio perché non chiude una storia.
La apre. Consegna alle nuove generazioni una memoria collettiva.
Ricorda che dietro ogni servizio, ogni assistenza, ogni rimborso e ogni progetto ci sono persone che hanno scelto di non affrontare da sole le difficoltà della vita.
Se tra qualche anno qualcuno aprirà questo volume e riuscirà a capire che cosa ha significato costruire una comunità mutualistica nel nostro tempo, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo.
Perché le organizzazioni vivono certamente di bilanci, regolamenti e strutture.
Ma continuano a esistere soltanto quando riescono a trasmettere una storia.
E questa, oggi, è la storia che abbiamo voluto consegnare a tutti voi.

Grazie.

Francesco Gallo

*Il primo evento lo scorso 2 ottobre 2026, presso Legacoop Piemonte – in Via Livorno 49 – a Torino e l’altro il 𝟏𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐨𝐬𝐭𝐚 – 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐂𝐫𝐨𝐜𝐞 𝟐 – 𝐚 𝐏𝐢𝐧𝐞𝐫𝐨𝐥𝐨, la città che ha visto nascere e crescere la nostra realtà di SMP, radicata profondamente nel territorio e nella sua storia.

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