di Francesco Gallo

Riporto qui un documento, circolato in forma ristretta nell’ormai lontano 2019: appunti sparsi – frutto di elaborazione personale e di tante conversazioni con altri amici – senza ambizione di completezza, una raccolta di idee, proposte e visioni per un modo diverso di amministrare il paese.
Adottare uno stile amministrativo più democratico, con decisioni condivise dall’intero gruppo di Maggioranza, dando anche alla Minoranza la possibilità di accesso alla documentazione prima dei Consigli Comunali; le decisioni più importanti – che coinvolgono il futuro del paese – vengano prese all’interno del Consiglio Comunale dopo reale discussione, e non invece arrivare con quanto già deciso nel ristrettissimo ambito di Giunta.
Rendere l’amministrazione pubblica più vicina ai cittadini, cercando spazi di miglioramento negli orari e nei servizi al cittadino, valutando la possibilità di rendere disponibile su Internet qualcuno di questi servizi. E altri renderli NON necessari! Semplificazione e sburocratizzazione.
Tendere a una Amministrazione “trasparente”
- Pubblicando sul sito istituzionale tutti i documenti e le delibere (riorganizzandolo parzialmente)
- Aderendo alla campagna Sai Chi Voti (** in coda a queste note troverete i riferimenti)
- Aderendo alla Carta di Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie– per una società senza mafie e corruzione(*** sempre in coda ne troverete i riferimenti)
Realizzare finalmente la pista ciclabile verso Pinerolo, con l’accortezza che si definisca un tracciato realmente fruibile e da collegare – in prospettiva – con la rete delle piste ciclabili del territorio, in continua evoluzione; e provvedere alla manutenzione delle piste esistenti (anche delle ippovie) in accordo coi comuni limitrofi. Realizzare con priorità un accesso ciclo-pedonale al Centro Commerciale. Una proposta in tal senso – una delle possibili soluzioni – era già stata pubblicata dal giornale La Portassa di Osasco:
Adottare una politica di zero consumo di suolo vergine, senza integralismi maprivilegiando gli interventi di qualità nelle aree già compromesse e recuperando le aree dismesse.
Decoro e arredo urbano; definire un piano colore o comunque delle linee guida – non dico da imporre, ma almeno da proporre ai cittadini. Vedi porzione di edificio vicino alla Botega di Mariateresa Chiarella o altri diffusi esempi di cattivo gusto. Risistemare la piazza centrale, in modo che diventi non un parcheggio ma il “salotto buono” del paese. Ripensare la struttura e l’uso dei giardini di Piazza Resistenza, ripulendoli dalla parte centrale cementificata, oppure installando un gazebo al centro, per piccoli eventi e concerti (ma utilizzabile anche per i giochi dei bambini).
Viabilità:
- Per rendere più sicure le nostre strade bisognerebbe ottimizzare l’uso di telecamere e autovelox, con una gestione comunale interna, inizialmente solo ammonendo gli automobilisti indisciplinati, ma facendo partire alla seconda infrazione la procedura di contravvenzione. La mia proposta, di cui verificarne attentamente la fattibilità ma poi da pubblicizzare con dei cartelli stradali, è quella di restituire ai contravventori una parte della multa (se pagata), sotto forma di buoni / voucher da spendere nei nostri piccoli negozi cittadini.
- Completare gli accessi per Viale Europa con un ingresso dalla tangenziale, e/o ridisegnare l’area davanti alle scuole, in modo che i bus possano muoversi più agevolmente.
- Anche gli accessi e i parcheggi davanti ai capannoni del Bricofer e di Action avrebbero bisogno di una sana razionalizzazione, se mai fosse possibile intervenire. Potrebbe essere l’occasione – costruendo delle tettoie per i parcheggi – per coinvolgerli in una Comunità Energetica cittadina.
- Inventarsi un elemento di decoro urbano che caratterizzi Via Martiri della Libertà: ad esempio una serie di fioriere a parete, tutte dipinte di blu.
- E se invece – o inoltre – tentassimo un ardito esperimento architettonico, ricoprendo con materiale trasparente tutto il tratto, tipo la Galleria Subalpina a Torino? Pur sempre lasciando spazio al traffico locale. (https://www.museotorino.it/view/s/31f9901aed2e41b4bc6c32613e3949d9 )
- Scoperchiare, riportandoli alla loro veste storica, almeno alcuni tratti del “bial” che attraversa per quasi mezzo km il paese, come è stato fatto – con risultati eccellenti – in alcuni paesi vicini (Virle nel “salotto” storico; Piossasco nella zona culturale eco–sostenibile del teatro “Mulino ad Arte”; Pinerolo con la passeggiata sul Lemina, specialmente nel tratto dopo l’Ospedale Agnelli). Così da poter scrivere, in bella vista sotto il cartello “Osasco” all’ingresso del paese, la dicitura di “città d’acque”. Anche qui ci viene in aiuto l’ottima proposta apparsa sulla Portassa di Osasco (https://www.laportassa.it/blog/osasco-citt%C3%A0-dacque ).
- Incentivare e rendere possibile l’arrivo “sicuro” dei bambini a scuola, a piedi, disincentivando invece l’afflusso dei macchinoni di mamme iper-protettive e con tendenze agonistiche. In tanti altri paesi hanno organizzato il “Piedibus” vogliamo provarci anche noi? (**** sempre in coda ne troverete i riferimenti)
Sistemazione delle rotonde agli ingressi del paese, cercando degli sponsor per la manutenzione gratuita e dando un taglio, in tutti i sensi, alla inaccettabile situazione attuale. Anche qui uno sprazzo di fantasia non guasterebbe: in provincia di Cuneo hanno tante rotonde che valorizzano e caratterizzano il paese, e qui vicino perfino Cavour si fa notare! (farà anche sorridere, ma tutti si ricordano della vacca della rotonda di Cavour)
Risistemazione e abbellimento dell’area del Monumento al lavoratore di Osasco e posizionamento di due Bacheche agli ingressi del paese per presentare Osasco e le sue peculiarità, e dare il benvenuto a chi arriva (non certo con una fila di bidoni per l’immondizia!).
Salone Polivalente: individuare una soluzione definitiva e praticabile finanziariamente. Che si integri con la nuova città che abbiamo in mente, chiedendo agli osaschesi quale sia la Osasco che vorrebbero.
Se ancora possibile buttare via (senza costi) l’improponibile progetto attuale e iniziare la progettazione di un edificio nuovo di pacca, integrando magari altre esigenze, e di forte impatto visivo / mediatico (con soluzioni architettoniche nuove, a basso costo oppure con sponsorizzazioni o finanziamenti esterni, e/o con materiali nuovi, insomma un edificio che sia il biglietto da visita di Osasco). Il progetto andrebbe preparato prima e tirato fuori dal cassetto per proporlo ogni volta che ci sia la possibilità di finanziarlo.
Brasile e Relazioni internazionali: trasformare la più volte dimostrata simpatia dei nostri cugini brasiliani – nei confronti della Osasco italiana – in opportunità di sviluppo per le locali attività commerciali di ospitalità e ristorazione, stipulando qualche accordo con gli hotel e i Bed and Breakfast della zona, a livello economico o anche solo come trattamento “particolare”, un’attenzione, un gadget, una guida d’Italia in omaggio. Mettere in rete tutte queste nostre attività locali, con un minimo di coordinamento, per venire fuori con un’offerta integrata per il turista romantico brasiliano (una scherzosa pergamena di “cittadino onorario temporaneo” agli ospiti del Castello? Nei nostri ristoranti e trattorie suggerire al cuoco un particolare piatto o preparazione che ricordi loro il Brasile appena lasciato o quantomeno il segno di un’attenzione. Un piccolo scaffale di autori brasiliani e portoghesi da inserire nella nostra biblioteca civica, qualche documentario significativo). Collaborazione con la locale associazione di Amicizia Osasco-Osasco. Magari fossimo poi capaci di ripristinare i collegamenti tra il Brasile e l’Istituto Agrario o addirittura aprire nuovi orizzonti commerciali per le nostre aziende (es. FRANDENT).
Proseguire nella modifica dei contratti per l’illuminazione pubblica, per estendere l’uso di lampade a LED; riprendere lo studio di fattibilità di impianti fotovoltaici pubblici – o per conto di un gruppo di cittadini, come capofila. (*vedi punto relativo ad ACEA e Comunità Energetiche)
Agricoltura: supportare e facilitare gli agricoltori nella creazione e valorizzazione delle filiere dei prodotti agroalimentari di Pianura (es. Pinfruit), e “inventarne” altre (c’è l’idea della Pro Loco di individuare un prodotto tipico di Osasco, come oggi il Porro di Cervere o l’aglio di Caraglio, piuttosto che il formaggio Plaisentif della Val Chisone e costruirci sopra la “Fiera annuale del XXX”, per fare marketing locale e creare un “marchio”). Importante lavorare con le associazioni agricole del territorio, per avere una visione completa della situazione, e solo dopo elaborare una strategia.
Giovani: una risorsa per il futuro del territorio, ma sempre difficili da coinvolgere e motivare. Sarebbe più efficace inizialmente far lavorare con l’Amministrazione locale, senza eccessive formalità, chi già ha buoni rapporti con loro e ottiene risultati ottimi. (Gruppo giovani da rivitalizzare, CRS da salvare).
La democrazia si impara da piccoli: più di 200 Comuni piemontesi hanno istituito i Consigli Comunali dei Ragazzi, uno strumento concreto per rafforzare la democrazia e dar voce alle nuove generazioni. È stata appena approvata una legge regionale in tal senso, che ne supporta i Comuni nella realizzazione.
Rapporti con le Associazioni e il Volontariato, Nonni Vigili e Protezione Civile: usare un atteggiamento collaborativo e non dirigistico; creare sinergie, condividere progetti e necessità tra le associazioni stesse e tra queste e l’amministrazione comunale; aiutare, facilitare e infine promuovere le iniziative delle singole associazioni, pubblicizzandole attraverso una mailing-list e altri strumenti social (vedi subito sotto il punto relativo all’app MyOsasco)
Rivitalizzare l’app MyOsasco, attualmente praticamente inutile ma con buone possibilità di utilizzo (emergenze, foto segnalazione di guasti, ecc.), potrebbe diventare strumento di comunicazione principe tra l’Amministrazione e la cittadinanza.
Studiare come aumentare la percentuale di raccolta differenziata (personalmente nutro qualche dubbio sull’efficacia dei nuovi contenitori da aprire con la scheda, ma comunque soluzione migliore rispetto al porta a porta) e rilanciarla con qualche campagna non ordinaria. Discorso da affrontare in piena collaborazione con ACEA, inaugurando una nuova stagione di partecipazione attiva e propositiva nei suoi confronti. Sanzionare i maleducati, ma senza dover arrivare al Grande Fratello che arriva a frugare nei bidoni.
Rapporti con le aziende del Centro Commerciale; come aiutare i piccoli negozi di paese a sopravvivere vicino ai supermercati? Ideare una qualche forma – seppure piccola – di compensazione (tasse pagate dal centro commerciale che vadano ad abbassare quelle dei piccoli negozi cittadini). Serve una pista pedonale per arrivare all’area commerciale, oltre che ciclabile. Proporre alle attività commerciali un progetto di riduzione degli imballaggi attraverso sistemi di packaging riciclabili e compostabili. Analogamente per tutte le manifestazioni che si svolgeranno sul territorio si dovranno adottare azioni volte a minimizzare la produzione dei rifiuti. Proporre a Eurospin un impianto eco-compattatore per plastica, PET e lattine, elaborando un sistema premiante per il loro utilizzo (pagare la spesa con le lattine raccolte?).
Riallacciare i rapporti con i comuni circostanti, con un approccio soft, per mettere in comune i Servizi e sfruttare economie di scala. Ormai abbiamo perso i finanziamenti e gli aiuti, ma cosa ancora è possibile in termini di collaborazione, Unioni, Fusioni di Comuni?
Provare a fare rete, coordinandosi con gli altri amministratori del territorio, per lo sviluppo del territorio (per la partecipazione ai bandi europei, la promozione di servizi territoriali sanitari, infrastrutturali di area vasta ecc.), per fare far emergere i bisogni, le istanze e le ricchezze del nostro territorio anche in sedi più vaste. Tentare un collegamento dei comuni della Pianura, per presentarsi uniti nei confronti di Pinerolo – ma non contro – una voce unica e più potente.
Dimostrare sensibilità, apertura al dialogo e feeling con gli Amministratori della Pianura e delle Valli, per fare da collante tra i tanti “arcipelaghi” degli interessi campanilistici, ambizioni personali dei Sindaci, egoismi e localismi.
In * ACEA esistono professionalità che sarebbe proficuo utilizzare al servizio della comunità: perché non strutturare un servizio specialistico di supporto tecnico ai Sindaci in materia di energia? (Fotovoltaico, riconversione dell’illuminazione pubblica, risparmio energetico, ecc.). Spingere affinché ACEA si “attrezzi” a partecipare, sul libero mercato, all’attuazione di quelle politiche in materia di energia sostenibile a tutto vantaggio delle positive ricadute economiche e sociali sul territorio, per esempio la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili anche con l’attivazione di contratti con società ESCO (Energy Service Companies) controllate o anche solo partecipate da ACEA. Nell’ultimo anno ACEA si è lodevolmente mossa in questa direzione, sarà compito della futura amministrazione sfruttare questa disponibilità e incrociarla con quella dell’ATS – Associazione Temporanea di Scopo Comunità Energetica del Pinerolese per la realizzazione di una Comunità Energetica cittadina. A questo proposito suggerisco la lettura dell’articolo uscito sull’ultimo numero della Portassa di Osasco (https://www.laportassa.it/blog/comunit%C3%A0-energetiche-e-condomini-solidali-una-risposta-alla-crisi-energetica-e-ambientale ).
Agire velocemente per la diffusione della Fibra (Internet ad alta velocità) in tutta la Pianura: senza di essa non avremo mai lo sviluppo di realtà artigianali competitive col resto d’Italia e d’Europa, tantomeno della piccola industria. Inoltre l’assenza di collegamento veloce tra gli uffici dei vari Comuni rende difficoltosa la collaborazione delle piattaforme informatiche.
Impegnarsi per la Sanità pubblica nel pinerolese, per mantenere i presidii ospedalieri e migliorare la rete di assistenza territoriale. Facendo attenzione a che i cittadini possano contare su un servizio medico di base più attento ai bisogni del singolo, degli anziani in particolar modo. Lavorare di concerto con gli altri sindaci per risolvere velocemente il problema della penuria di medici di base (i vecchi medici stanno andando in pensione e l’ASL tarda a bandire i concorsi per coprire i posti vacanti, anche a causa della scarsa disponibilità di nuovi medici, attratti da facili guadagni in altre strutture, e poco motivati a lavorare in località disagiate). Per quanto riguarda gli anziani si potrebbe coinvolgere le associazioni cittadine del Centro Anziani e della Società Operaia, sviluppando il servizio volontario di accompagnamento presso Ospedali, Case di Cura e strutture diagnostiche, con iniziative di alfabetizzazione informatica e di “facilitazione digitale” rivolte a chi ha bisogno di aiuto per ottenere la PEC, lo Spid, per utilizzare al meglio l’email oppure le App sullo smartphone.
** Sai Chi Voti: la petizione completa è disponibile all’indirizzo https://www.saichivoti.it/petizione
“Ai candidati sindaco chiediamo di rendere pubblici sul web – fin da subito – il loro curriculum vitae (indicando con chiarezza le competenze e gli incarichi assunti), lo status giudiziario e una dichiarazione sui potenziali conflitti d’interessi”
*** Carta di Avviso Pubblico (https://www.avvisopubblico.it/home/home/cosa-facciamo/carta-di-avviso-pubblico/ )
La Carta di Avviso Pubblico è un codice etico fatto non tanto di buoni propositi e belle intenzioni, ma di regole comportamentali e relative sanzioni.
E’ stata redatta da un gruppo di lavoro di esperti, giuristi, funzionari pubblici e amministratori locali che hanno rivisitato e aggiornato la precedente Carta di Pisa presentata prima dell’entrata in vigore di alcune leggi antimafia e anticorruzione.
Composta da 23 articoli, la Carta indica concretamente come un buon amministratore può declinare nella quotidianità i princìpi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione. In particolare la Carta richiama il dovere dell’amministratore nel porre in atto azioni e comportamenti finalizzati a perseguire:
- il contrasto al conflitto di interessi (anche solo potenziale), al clientelismo e alle pressioni indebite,
- la trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica,
- scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni,
- la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e l’obbligo a rinunciare alla prescrizione, ovvero l’obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione).
**** Cos’è il Piedibus?
- Il Piedibus è un autobus che va a piedi, è formato da una carovana di bambini che vanno a scuola in gruppo, accompagnati da due adulti, un “autista” davanti e un “controllore” che chiude la fila.
- Il Piedibus, come un vero autobus di linea, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario prefissato.
- Il Piedibus viaggia col sole e con la pioggia e ciascuno indossa un gilet rifrangente.
- Lungo il percorso i bambini chiacchierano con i loro amici, imparano cose utili sulla sicurezza stradale e si guadagnano un po’ di indipendenza.
- Ogni Piedibus è diverso! Ciascuno si adatta alle esigenze dei bambini e dei genitori.
- Il Piedibus è una realtà in molti paesi del mondo e inizia a diffondersi anche in Italia.
- È il modo più sicuro, ecologico e divertente per andare e tornare da scuola.
- Il Piedibus può nascere in ogni scuola dove ci siano genitori disponibili




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